In
Occidente la conosciamo solo come danza del ventre, ma in
realtà si tratta di un ricco insieme di stili dai molti nomi,
che fanno parte della cultura mediorientale.
Il termine raqs sharqi, che la indica, letteralmente significa
danza dell'est: l'espressione venne infatti coniata dai viaggiatori
occidentali che, nel vedere con quale grazia e abilità si
muovevano le danzatrici orientali, ne rimasero affascinati.
"Raqs Baladi" indica il tipo di danza prettamente popolare,
eseguita da donne e bambini nelle feste famigliari: queste
danze folcloristiche, esprimono la gioia di vivere, la malinconia,
le pene d'amore. Il "Raqs Sharqi" quindi deve i suoi movimenti
al Raqs Baladi dal quale deriva e dal quale ha sviluppato
i suoi caratteristici movimenti base più raffinati ed artistici
rispetto alle danze popolari.
Le origini del Raqs Sharqi sono di carattere rituale: le donne
dedicavano la propria danza alle divinità femminili allo scopo
di propiziarsi abbondanza e fertilità nei raccolti e nella
procreazione, ma nel tempo la danza perse i suoi contenuti
religiosi assumendo valore di intrattenimento in occasione
di feste e cerimonie, evolvendosi fino alla condizione di
spettacolo e di forma artistica .
La danza orientale, nonostante la sua evoluzione nel tempo,
ha comunque mantenuto i simbolismi che la legano al significato
primordiale: ancora oggi è consuetudine ingaggiare danzatrici
nei matrimoni e in Egitto esiste ancora l'usanza per gli sposi
di fare una fotografia con le loro mani poste sul ventre della
ballerina intervenuta alla loro festa di matrimonio, come
simbolo di fertilità e come buon augurio per una numerosa
prole.