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Arieggiando con discrezione il nome di una grande compagnia
teatrale frascese, una formazione di giovani attori locali di
è dato il nome di Petit Soleil. Li guida Aldo Vivoda che dalla
sua esperienza a Parigi presso il Thèàtre du Soleil ha tratto
il metodo e lo stile che ora riporta negli spettacoli realizzati
a Trieste. La Petit Soleil si propone nella realizzazione di
spettacoli teatrali adatti ad un vasto pubblico. Doveroso soffermarsi
sul loro varietà “BABELE” di cui loro stessi sono autori.
BABELE
Le luci si accendono. Come da un sonno infinito appaiono strane
creature senza tempo, buffoni coperti di ragnatele appena usciti
da un quadro di Bosh, metafore di una porta aperta verso una
nuova visione. Questa nuova visione è BABELE, spettacolo comico-fantastico
che la compagnia Petit Soleil di Trieste ha costruito dopo due
anni di ricerca e di lavoro. Inizialmente nato come studio di
improvvisazione teatrale, il “progetto BABELE” è cresciuto nell’ambito
delle strutture messe a disposizione dall’ex ospedale psichiatrico.
Attraverso una serie di interventi seminariali di Aldo Vivoda,
attore e regista che proviene dall’esperienza del Thèatre du
Soleil di Parigi, ha portato i componenti del gruppo all’esplorazione
degli stati d’animo e delle possibilità artistiche del corpo
e della voce. Il genere comico è stato scelto come mezzo d’espressione
al fine di realizzare, in questi “tempi severi” un arma contro
l’ordinario e l’artificioso, secondo il principio per il quale
“Ridere non disturba nessuno, ma disturbati dal ridere si reagisce
intensamente”. BABELE, il nome dato allo spettacolo, rievoca
l’episodio biblico della torre, dove il mondo non è più comprensibile
e le parole diventano suoni che si mescolano assieme senza significato
alcuno. E’ un’immagine fedele del nostro tempo, che nello sforzo
di mettere in luce ciò che non può essere razionalmente compreso
ha dimenticato la zona d’ombra del mistero. Ma con BABELE il
teatro può tentare una trasmissione dell’inconoscibile (che
è poi il mistero della vita e della morte) proprio grazie alla
mediazione della scena e degli attori del Petit Soleil. Sono
loro che, dopo la drammatica apparizione iniziale nel paese
dei defunti, danno vita ad otto personaggi clowneschi e variopinti:
un’attrice, un’esperta di pubbliche relazioni, una professoressa,
un impiegato, uno scienziato, un prete e un onorevole. Attraverso
questo otto personaggi si mostrano tutte le abitudini, gli amori,
i capricci e i dolori che ci riguardano. Ma si mostrano anche
(perchè a teatro tutto è possibile) i sogni più intimi, i desideri
più segreti che potranno vedere finalmente lo loro realizzazione
sul palcoscenico.
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