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Una terra in lontananza: il Montefeltro e San Marino
nelle relazioni politiche e culturali (secc. XVII-XVIII)

Convegno di studi il 26 e 27 ottobre 2002

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Illustrazione di Simone Paci per il convegnoSpesso le cose lontane si vedono meglio di quelle troppo vicine. Così, per apprezzare un dipinto, bisogna collocarsi alla giusta distanza dal soggetto. In questo modo si può ammirare la figura intera, senza rimanere abbagliati dalla massa di colori o confusi dal tocco delle singole pennellate. Nel convegno che si terrà a Pennabilli e a San Marino nei giorni 26-27 ottobre 2002, gli studiosi intendono fare propria questa osservazione, assumendola a metodo di indagine e di lavoro. La domanda che sta alla base di tutti i contributi scientifici è dunque la seguente: come apparivano il Montefeltro e San Marino nei rapporti con "il mondo di fuori" che li circondava tra Sei e Settecento? Che impressione davano a chi li osservava da lontano, e che immagine di sé intendevano dare a coloro che entravano in relazione con questi territori?
Rispondere significa arrivare a comprendere alcune identità specifiche del Montefeltro e di San Marino, che vengono posti in relazione con "l'esterno". E significa anche riuscire a fondere la storia locale e la storia generale in un accordo armonioso.
Il Sei e il Settecento sono stati un'epoca particolarmente delicata per la storia di queste terre: dal 1631 il ducato di Urbino scompare come entità statuale, e così il Montefeltro diventa una provincia periferica dello Stato pontificio, che ha urgenza di intrecciare nuovi e diversi rapporti, soprattutto con Roma. San Marino, nel frattempo, sventola con sempre maggiore determinazione la bandiera della propria indipendenza. Da una parte si tenta di ridurne l'autonomia (al principio del Settecento vi sarà anche una guerra, provocata dal card. Alberoni), mentre dall'altra si va rafforzando il mito della sua millenaria libertà.
Queste le tematiche portanti del convegno di studi tenuto per il terzo anno consecutivo dalle Associazioni Mostra Antiquariato Pennabilli, Gruppo di Salvaguardia dei Beni Ambientali e Archeologici Valmarecchia, Pro Loco Pennabilli, d'intesa con la Segreteria di Stato per la Pubblica Istruzione, l'Università, gli Istituti Culturali e gli Affari Sociali della Repubblica di San Marino, con il patrocinio dell'Università degli Studi di Urbino, in collaborazione con Società di Studi Storici per il Montefeltro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e con Provincia di Pesaro e Urbino, Comunità Montana Alta Valmarecchia, Comunità Montana del Montefeltro, Comune di Pennabilli. Nella splendida cornice del Teatro Vittoria di Pennabilli sabato 26 alle ore 15.30 il convegno, presieduto da Luigi Londei, prenderà le mosse da una relazione di Tommaso di Carpegna Falconieri, coordinatore scientifico del convegno stesso e docente presso l'Università di Urbino. La sua prolusione verterà su alcune figure di storici feretrani del '600 e del '700, cogliendo quale sia stata l'idea di Montefeltro che intendevano fornire a chi li leggeva.
Particolarmente espressiva appare l'interpretazione di Orazio Olivieri, il primo storico della regione, che si trovò ad affermare con forza l'identità culturale del Montefeltro in corrispondenza con il passaggio della regione sotto il diretto governo della Chiesa: il Montefeltro cominciò a "raccontare se stesso" proprio nel tempo in cui finiva il ducato d'Urbino.
Il secondo relatore, Réginald Grégoire, professore ordinario di storia del cristianesimo, decano della facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Urbino, è notissimo studioso di storia della Chiesa. Tratterà di alcuni documenti inediti conservati presso l'Archivio Segreto Vaticano, che illuminano sulla storia ecclesiastica (e non solo) della provincia feretrana. Si tratta in particolare delle "Relationes ad limina", cioè delle relazioni che i vescovi inviavano al pontefice per descrivere lo stato della diocesi e della sua popolazione.
Sarà poi la volta di Carla Benocci, storica dell'arte, funzionario direttivo della Soprintendenza ai Beni culturali del Comune di Roma e studiosa delle grandi ville urbane, delle quali è anche responsabile. Il suo lavoro verte sul rapporto di scambio culturale che si andò instaurando tra Roma e il Montefeltro nel Sei e Settecento. Alcune figure recentemente riscoperte, come il pittore maceratino Niccolò Berrettoni, illustrarono la città del papa, mentre l'influenza di Roma si avvertì fin nel cuore del Montefeltro, per esempio con l'edificazione del palazzo dei principi di Carpegna. Proprio la famiglia dei Carpegna, che in quell'epoca era già fortemente radicata nell'Urbe, e che allo stesso tempo manteneva saldi legami con la sua terra d'origine, appare al centro dei rapporti culturali tra Roma e il Montefeltro.
Concluderà la sessione di studi Elisabeth Garms-Cornides, professoressa all'università di Graz (Austria). Con il suo studio ricostruirà la storia di una famiglia di diplomatici pennesi, i tre fratelli Domenico, Giovanni e Francesco Valentini, che si trovarono a ricoprire incarichi per l'imperatore e per il duca di Lorena in numerose, delicate situazioni di negoziazione diplomatica.
La storia di questa famiglia pennese appare di particolare interesse anche per un raffronto con la cronaca attuale. La corte di Vienna era infatti allora impegnata nella lotta contro i Turchi. I Valentini, e soprattutto Domenico, contribuirono in qualità di funzionari alla realizzazione di importanti trattati diplomatici fra le fazioni in lotta. Questa delicata attività ricorda quella odierna di un altro feretrano, Mons. Pietro Sambi, impegnato in una missione di pace in Terra Santa nella cruenta opposizione fra Ebrei e Palestinesi.
A completare il programma, alle ore 21.30 presso la Cattedrale di Pennabilli, il Coro Polifonico Feretrano diretto dal M° Paride Pagliarani, si esibirà in un concerto di musiche di Antonio Vivaldi e Antonio Draghi, musicista riminese (1635-1700), attivo per più di trent'anni alla corte di Vienna ove diresse l'orchestra imperiale.
Aprirà la seconda giornata, domenica 27 ottobre presso l'antico Monastero Santa Chiara della Repubblica di San Marino, dopo il saluto del Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione Fausta Morganti, Cristoforo Buscarini, direttore dell'Archivio di Stato della Repubblica di San Marino. Nel suo intervento tratterà delle strategie politico-culturali adottate da San Marino per non essere inglobato nello Stato pontificio in corrispondenza col tramonto e poi con la scomparsa del ducato d'Urbino. L'ottenimento di speciali concessioni pontificie si coniuga con l'apparizione di scritti apologetici della libertà, che, a partire dalla pubblicazione di un opuscolo di Matteo Valli nel 1633, vengono ampiamente recepiti dalla cultura italiana ed europea, concorrendo a creare il mito dell'antichissima Repubblica. L'ultima conferenza, affidata a Luigi Londei - direttore dell'Archivio di Stato di Roma- verterà sulla Sede Apostolica e i suoi rapporti con San Marino, colti attraverso la presentazione della ricca documentazione presente negli Archivi di Stato italiani. Qui la situazione è diversa, e spesso l'intenzione della Curia romana fu di eliminare l'autonomia della piccola repubblica, considerandola alla stregua di altre città.
Concluderà l'incontro Renata Ago, professore ordinario all'Università di Roma "La Sapienza", affermata studiosa, soprattutto di storia sociale dell'età moderna.

Illustrazione di Simone Paci.
Info: tel/fax 0541910047


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