Dopo cent'anni tornano all'ufficio postale dal quale partirono, anche se questa volta la "buca" è elettronica.
Da Roma ci arrivano, grazie a Stefano che è riuscito con grande fortuna a rintracciarle in giro per l'Italia, queste cartoline di Pennabilli, spedite all'inizio del secolo scorso dalla nostra città.
Una di esse (quella che immortala i colli del Roccione e della Rupe ripresi dal torrente Messa) è particolarmente importante, dato che porta la firma del poeta Cesare Pascarella che la inviò ad una principessa a St. Moritz nel 1901. La dedica che vi si legge contiene una citazione dantesca: "Discendo ora dal 'giogo di che 'l Tever si disserra' e le mando un saluto".
Nelle altre pose: la piazza Vittorio Emanuele II con la cattedrale senza la facciata in cotto (a fianco, uno scatto attuale), il borgo di Penna visto dalla Rupe, un panorama da nord-ovest.

 


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