
| 4. Il Polverone Nella Valle dei Crateri uno o due volte ogni cent'anni c'è un vento che si chiama il Polverone che sale dal fondo della terra lungo gli imbuti asciutti dei crateri e per tre giorni come le lingue dei gatti che raspano, lecca le case e le facce degli abitanti di quella zona. E allora succede che tutti perdono la memoria e i figli non riconoscono i padri, le mogli i mariti, le ragazze i fidanzati, i bambini i genitori e tutto diventa un caos di sentimenti nuovi. Poi cessa il vento risucchiato dentro i crateri e lentamente ogni cosa torna come prima e nessuno ricorda quello che è successo nei tre giorni del Polverone. |
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26. La dmènga specialmént La dmènga specialmént quant ch' u n gn'è niséun ad chèsa e a sémm a là vérs la fóin ad zógn, a vagh ad fura se teràz par stè a sintói che adlà di méur la zità la sta zétta. |
26. La domenica specialmente La domenica specialmente quando non c'è nessuno in casa e siamo là verso la fine di giugno, vado fuori sul terrazzo per stare a sentire che al di là dei muri la città sta zitta. |
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41. La farfàla Cuntént própri cuntént a sò stè una masa ad vólti tla vóita mó piò di tótt quant ch'i m'a liberè in Germania ch'a m sò mèss a guardè una farfàla sénza la vòia ad magnèla. |
41. La farfalla Contento proprio contento sono stato molte volte nella vita ma più di tutte quando mi hanno liberato in Germania che mi sono messo a guardare una farfalla senza la voglia di mangiarla. |
Pagine tratte da: Tonino Guerra, Il Polverone, Maggioli editore, Rimini, 1992 (Prima edizione: Bompiani, 1978). | |