Una serata organizzata dalla 30^ Mostra Nazionale d'Antiquariato di Pennabilli, programmata in tempi non sospetti e dedicata a due dei massimi piaceri (rossi) degli italiani, la Ferrari e il buon vino, è stata l'occasione per un suggerimento, anch'esso di colore scarlatto, di SERGIO ZAVOLI al CAVALIERE: "Se fossi Berlusconi, e se mi fosse consentito, comprerei l'Unità, col patto di lasciarle scrivere tutto ciò che vuole". Ha aggiunto Zavoli: "Sarebbe un gran colpo d'immagine, ma aggiungerebbe sale alle ferite e l'Unità non lo meriterebbe!".
Nel corso dell'incontro "L'Ebbrezza del Rosso", svoltosi venerdì sera (28 luglio 2000) al Teatro Vittoria di Pennabilli, il grande giornalista si è così espresso, dicendo la sua sul caso della chiusura de "l'Unità", e proponendo ad Arcore un paradossale e provocatorio "investimento".
Coincidenza fortuita ha voluto che l'appuntamento incentrato sui segreti dei bolidi di Maranello e l'inebriante bevanda di Bacco, con l'autorevole partecipazione di EZIO ZERMIANI, voce RAI dai box di Formula 1 (che ha parlato del rapporto Michael Schumacher - Rubens Barrichello proprio alla vigilia del trionfo di quest'ultimo al Gran Premio di Germania), e del produttore di vini ROBERTO ANSELMI, cadesse nel giorno di un evento epocale legato al 'rosso': l'"ultima" uscita del quotidiano comunista.
Alla serata, che conclude il ciclo di incontri culturali 'I Venerdì Specialmente a Pennabilli' ideati dal poeta e sceneggiatore TONINO GUERRA nella città dei Malatesta dove vive da ormai dieci anni, erano presenti, tra gli altri, il direttore della RAI PIERLUIGI CELLI, gli attori ORESTE LIONELLO e GIAN GUIDO BALDI (l'Alessandro della soap UN POSTO AL SOLE), il conduttore di Linea Verde FABRIZIO BINACCHI, il giornalista sportivo TONINO CARINO.
Molti altri i vip attesi a Pennabilli fino a domenica 30 luglio 2000 per la conclusione della Mostra Nazionale d'Antiquariato giunta al lusinghiero traguardo della 30^ edizione.
I preziosi salotti allestiti a Palazzo Olivieri da 50 tra i maggiori antiquari italiani, sono méta ogni anno di grandi e piccoli investitori e appassionati d'arte antica, alla ricerca di pezzi pregiati per le loro collezioni. Tra i pezzi più ambiti dell'edizione di quest'anno, che è stata definita "un vero e proprio museo da comprare", vi sono una serie di ceramiche rinascimentali di Faenza, Pesaro, Urbino e Casteldurante; vasi di scavo greci, romani e fenici; fondi oro quattrocenteschi, sontuosi gioielli medievali e magnifici mobili d'alta epoca, fra cui un intatto tavolo "a sei lire" secentesco.
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