Agli albori del nuovo Millennio si va volentieri alla ricerca delle
radici religiose e civili: è naturale per chi chiede della propria storia, è consapevolezza per chi in tempi vari riordina il proprio passato.
E' il caso delle comunità del Montefeltro e di San Marino, delle città di Pennabilli e di San Leo, di un popolo che ha sempre saputo vivere intensamente le proprie vicende.
Tra le tante, il riformismo religioso di fine Ottocento e primi Novecento nelle espressioni dell'animazione di Romolo Murri e di don Luigi Tonetti è ancor oggi al centro di un intenso dibattito storico e culturale.
Cos'è stata a Pennabilli e nel Montefeltro, nelle Marche e nella Romagna la testimonianza di Romolo Murri?
Il famoso "Discorso di San Marino" del 1902 su "Cristianesimo e libertà" fu un risveglio di coscienza religiosa e politica. Ma com'era e com'è oggi la mentalità di chi si impegna nella vita sociale?
I protagonisti religiosi e laici sono tanti, come anche le varie espressioni politico-culturali che si affrontano e si incontrano.Con quale animo interpretare quell'epoca?
Un convegno di studi che si svolgerà a Pennabilli sabato 16 settembre 2000 alle ore 15,30 presso il restaurato Teatro Vittoria vuole cercare di rispondere ad alcune di queste attese con docenti universitari e studiosi attenti alla vita locale del Montefeltro.
Il convegno dal titolo "Società religiosa e civile nel feretrano all'alba del '900" vede quali relatori docenti dell'Università di Urbino e studiosi del Montefeltro: Lorenzo Bedeschi e Mario Casella, Rocco Cerrato e Ilaria Biagioli, Paolo Giovannini e Girolamo Allegretti, Cristoforo Buscarini, don Eligio Gosti, Lorenzo Valenti e Gastone Mosci, con le conclusioni affidate a Mons. Paolo Rabitti, vescovo di San Marino-Montefeltro.
L'iniziativa è promossa dalle associazioni culturali di Pennabilli e dal Centro studi sul modernismo di Urbino, con la collaborazione della Diocesi di San Marino-Montefeltro, della Fondazione Romolo Murri e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pesaro, con il patrocinio della Segreteria di Stato per gli istituti culturali della Repubblica di San Marino, la Provincia di Pesaro e Urbino, la Comunità Montana Alta Valmarecchia ed il Comune di Pennabilli.
Il programma prevede le relazioni del prof. Lorenzo Bedeschi, presidente della Fondazione Romolo Murri, su "I fermenti che affiorano nel Montefeltro"; della d.ssa Ilaria Biagioli, dottore di ricerca École Pratique des Hautes Études di Parigi, su "La prima pubblicistica cattolica nel feretrano"; del prof. Paolo Giovannini, dottore di ricerca presso l'Università di Urbino, su "Il nuovo laicato cattolico" e del prof. Mario Casella, ordinario di Storia contemporanea all'Università di Roma 3, su "L'arcivescovo Mattei Gentili e l'eco del suo dramma". Interventi di saluto apriranno i lavori che si chiuderanno con contributi programmati di dibattito. Presiede il prof. Rocco Cerrato dell'Università di Urbino.
Romolo Murri: nuovi equilibri tra politica e religione
Per entrare nel fermento culturale e nell'animazione ecclesiale e sociale fra Ottocento e Novecento che il convegno pennese del 16 settembre vuole presentare, occorre accostarsi in primo luogo alla figura di Romolo Murri.
Il suo discorso di San Marino, all'alba del '900, diffidato dall'autorità ecclesiastica con insolita procedura, mezzo secolo dopo era già vincente con la sua prospettiva democratica e politico-religiosa. Il trauma fascista gli ridava la validità negatagli. Ma nel 1902 si collocava come spartiacque fra un'epoca teocratica in estinzione e una società civile in divenire all'insegna della democrazia e della libertà. Da qui l'inevitabile mutazione politica dei cattolici prospettata da Romolo Murri: entrare come attori nella storia, riporre l'antico corredo clericale, dimenticare le presunzioni del potere temporale pontificio. Si trattava di un mutamento culturale e antropologico, che stava investendo la coscienza dei credenti rivolti al futuro e desiderosi d'essere soggetti di storia, "né ribelli né schiavi", nella nuova esperienza di fede.
Nel suo recente volume, "Cristianesimo e libertà. Il discorso di Romolo Murri. San Marino 1902" (QuattroVenti, 1999), Lorenzo Bedeschi presenta con grande vivacità il quadro della situazione del movimento cattolico italiano d'inizio Novecento e pubblica il testo originale di Murri. Innanzitutto parla dei due movimenti, quello clericale e quello politico, a confronto; poi il riferimento va all'associazionismo cattolico promosso da Murri; inoltre si tratta del passaggio al partito politico ed al valore di una cultura della politica; ancora le grandi tappe che preparano il discorso di San Marino; l'analisi dei testi fa capire la nuova politica; le reazioni e le controversie, le polemiche ed i fraintendimenti con Murri capito da Leone XIII (1810-1903), ma anche la determinazione della svolta culturale, specie nel documento di discolpa indirizzato al Papa ("Le principali linee del mio pensiero"). Quelle vicende erano conosciute ed anche seguite in quegli anni anche nel Montefeltro. Bedeschi ripropone il quadro d'insieme con molta partecipazione, perché le idee ed i programmi politici maturati nei primi anni del Novecento con la prima Democrazia Cristiana e poi con la Lega Democratica Nazionale sono l'eredità ed il patrimonio culturale raccolti ed elaborati da don Luigi Sturzo, che nel primo dopoguerra fonderà il Partito Popolare Italiano.
Per approfondire tutto il periodo del riformismo religioso che è compreso dal fenomeno del modernismo ed al quale il Montefeltro non è estraneo, sono preziosi anche altri due recenti volumi di don Lorenzo Bedeschi, che sono stati anche discussi a Urbino, in diverse occasioni, per iniziativa della Fondazione Romolo Murri, negli incontri di Palazzo Petrangolini presso il Circolo Acli-Centro Universitario: "Il modernismo italiano. Voci e volti" (San Paolo, 1995) e "L'antimodernismo in Italia. Accusatori, polemisti, fanatici" (San Paolo, 2000).
Il primo è una presentazione originale e nuova del modernismo italiano, che, all'inizio del Novecento, interessò un gran numero di credenti e spaventò molte coscienze. La vasta crisi culturale e religiosa ebbe ripercussioni nazionali. Nel volume, di lettura molto agile, vengono descritte la formazione di circoli di intellettuali interessati alle tematiche del modernismo, la diffusione di pubblicazioni di riformisti nostrani, l'inquietudine dei vari ambienti cattolici.
Questa la tesi di Bedeschi: un tratto caratteristico del modernismo italiano sta nell'ansia pastorale e nella passione biblica. Ecco i ritratti di alcuni personaggi: i religiosi padre Giovanni Semeria e padre Olinto Marella, i laici Adolfo Lepri, Mario Augusto Martini e Guido Manzelli. Tra loro molto diversi, per estrazione sociale e professionale, erano però accomunati dal desiderio di rinnovare spiritualmente i cattolici italiani.
"L'antimodernismo in Italia", invece, è un'opera di documentazione d'archivio di prima mano ed esplora per la prima volta un fenomeno tenuto in ombra, vale a dire una specie di movimento unitario, un orientamento contrario all'idea di cambiamento e di modernità. I sostenitori dell'antimodernismo, personaggi come Umberto Benigni, Paolo de Toth, Alessandro Cavallanti e i fratelli Scotton, crearono un clima ostile alle idee ed ai sostenitori del riformismo cattolico. Il libro è stato presentato il 17 agosto scorso a Urbino, nelle Conversazioni di Palazzo Petrangolini, da don Antonio Tarzia della San Paolo, da mons. Sergio Scaccini di Forlì e dallo stesso Bedeschi: si tratta di un momento ancora discusso della storia della Chiesa del secolo scorso.
Infine, per una analisi storica ancor più vicina al feretrano, può aiutare un altro studio di Lorenzo Bedeschi dedicato al Montefeltro nella rivista "Fonti e documenti" (2 volumi, nn. 22-24 e 25-27, 1993-1998) del Centro studi per la Storia del modernismo di Urbino. Questa rivista annuale viene promossa da Carlo Bo nell'Università intorno al 1972, è diretta da Lorenzo Bedeschi, si interessa al fenomeno del modernismo nelle varie regioni (finora: Lazio, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana, Umbria, Marche e presto la Sicilia). Nel fondamentale saggio d'apertura, Bedeschi interviene su "Le Marche sotto il profilo riformatore", un lavoro inedito per documentazione e necessario per impostare le nuove ricerche storiche, e parla del murrismo e del cattolicesimo democratico nella nostra regione. Un capitolo è dedicato a "Conservazione e novità nel Montefeltro", trenta pagine intense sui rapporti con Murri e poi con lettere inedite di Luigi Renzetti e Gerardo Meloni, ma soprattutto emerge anche la relazione stretta con le Marche, terra di grande fermento spirituale e culturale.
Programma dei lavori:
Ore 15.30 Saluto del sindaco e delle associazioni culturali
LORENZO BEDESCHI
Presidente Fondazione Romolo Murri
I fermenti che affiorano nel Montefeltro
ILARIA BIAGIOLI
Dottore di ricerca École Pratique des Hautes Études di Parigi
La prima pubblicistica cattolica nel feretrano
PAOLO GIOVANNINI
Dottore di ricerca presso l’Università di Urbino
Il nuovo laicato cattolico
MARIO CASELLA
Ordinario di Storia contemporanea all’Università di Roma 3
L’arcivescovo Mattei Gentili e l’eco del suo dramma
Su altri aspetti sociali, culturali ed economici interventi di:
S.E. Mons. Paolo Rabitti
Girolamo Allegretti
Cristoforo Buscarini
Don Eligio Gosti
Presiede il prof. ROCCO CERRATO dell’Università di Urbino.
Ore 19 aperitivo
Gli atti saranno presentati nel corso del convegno 2001.
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