Urbino: laurea ad honorem al pennese Giuseppe Paioni

Giornata magica in una città magica e prima ancora in un'università magica. E' il primo commento di Pino Paioni, nel fuoco della sua laurea ad honorem, lui urbinate per scommessa da più di 50 anni.
Il giorno dedicato a Paioni è stato aperto da Carlo Bo, il magnifico rettore in grande forma e con il suo toscano in servizio, nella sala anfiteatro del Collegio dei Colle, dove più di trent'anni fa è iniziata l'avventura degli incontri internazionali urbinati di letteratura (il nouveau roman), di linguistica dello strutturalismo e poi di semiotica e di linguistica insieme. Fa sapere Paioni: la semiotica è indispensabile per capire la nostra epoca; la nostra civiltà dell'ascolto, direbbe don Italo Mancini. Questo memorabile evento urbinate e della cultura italiana, lo si deve alla preside di sociologia, Lella Mazzoli, ed ai suoi docenti: hanno saputo interpretare un desiderio di Carlo Bo, vale a dire di riconoscere il grande contributo che Paioni ha dato alla cultura ed alla città. E così la facoltà di sociologia ha prodotto questa laurea honoris causa ad uno straordinario personaggio di Pennabilli, e proprio nel giorno dell'improvvisa scomparsa di un altro illustre laureato ad hororem di qualche anno fa, Vittorio Gassman.
Come è iniziato il pomeriggio nel metropolitano College urbinate? In mezzo al tumulto accalorato dei tifosi della partita Italia-Olanda ed alle disavventure del primo tempo. Alla tensione di una giornata sportiva apparentemente no, si accompagnava il cordiale happening di gente da ogni dove per incontrare l'amico Pino, apparentemente 'Pino il Solitario'. Riconoscimento dunque con molta cordialità e giovialità in un parterre de rois. Poi Paioni sale in cattedra per dire dei suoi due debiti, dei suoi due itinerari.
Nel 1944 per caso giunge a Urbino, e sceglie subito fra Urbino e Parigi. E Parigi con le sue alte istituzioni sarà dagli anni Sessanta l'interlocutrice di Urbino nel campo della linguistica.
Secondo itinerario -il suo exposé- la città di Urbino nelle pagine di Cardarelli: una lettura dei segni dell'uomo e della natura con lo spirito di dichiarare la sua magia. E di comunicarla.
Carlo Bo parla di una città dell'anima, come anche Castellani e Volponi; Paioni insieme a Tonino Guerra parla invece di magia, come anche Bruscaglia, Ciarrocchi e Ceci. Alla fine dell'incontro nel Collegio del Colle anche la squadra di calcio ha prodotto il suo grande risultato. La giornata è stata lieta.


La motivazione:

Molto sintetici, lontani dai toni altisonanti o di scontata ufficialità accademica, i suoi contributi sono per lo più affidati a interventi orali, sempre innovativi e si caratterizzano per la capacità di aprire in poche righe nuovi campi di ricerca.
Contrario ad ogni delimitazione disciplinare, capace di interessarsi e di intervenire con competenza su temi che vanno dai fatras medioevali alla moda di strada, il suo contributo mira sempre alla rottura dei quadri predefiniti.
Anche nell'attività di direzione del Centro di semiotica, non si lascia mai circoscrivere da quotidiano o dalle accademie ristrette, ma guarda l'orizzonte internazionale.
Ne testimonia la sua attività di editor dei quaderni del Centro e di direttore degli Stage estivi, dove figurano contributi della migliore cultura europea e americana.
L'attività del Centro è famosa nelle grandi università americane ed europee. Basterà ricordare che i Cultural Studies, uno dei grandi movimenti di rinnovamento degli studi sociale negli Stati Uniti, hanno avuto ad Urbino, se non la culla, certo un punto felice di crescita, attraverso la presenza -continua negli anni- di nomi quali Jean Francois Lyotard, Louis Marin, Frederic Jameson, Michel de Certau.
Non meno importante è stata la presenza della Scuola di Sociolinguistica e di etnografia della comunicazione con Michel Halliday, John Gumperz, Dell Hymes, Joel Sherzer, Erving Goffman.
Lontano dunque dall'appiattire la semiotica a mero strumento della critica letteraria o di racchiuderla dentro ambiti tradizionali della filosofia del linguaggio, Pino Paioni ha il merito di avere sempre orientato la ricerca verso campi inediti, lavorando all'elaborazione di uno strumento unificante nell'ambito delle scienze sociali e umane.


Aforismi di Pino Paioni:

Io sono riservatissimo, amo la segretezza: nei vicoli cammino nella zona dove c'è l'ombra.

Quando arriva la nebbia sono a mio agio perché posso pensare meglio.

La linguistica si occupa del linguaggio verbale. la semiotica studia tutti i segni possibili: le immagini, i comportamenti, le parole e i testi; è indispensabile per capire la nostra epoca.

Le parole sono arbitrarie, sono segni iconici e creano l'illusione della realtà.

Oggi siamo in un'epoca in cui tutti i linguaggi si traducono fra loro.

Il mio distacco è un fatto generazionale. Poi c'è la consapevolezza che ad una certa età gli oggetti, computer compresi, ti si mettono contro, perché si coalizzano e ti vengono addosso, si rivoltano.




Aforismi di Carlo Bo:

Bisognerebbe invertire le parti, A darmi la laurea ad honorem dovrebbe essere Paioni, che è molto più bravo di me.

Quando devo sapere qualcosa che non conosco, la chiedo a Paioni.

Paioni ha servito in umiltà e silenzio la vita intellettuale dell'università.




Biografia di Giuseppe Paioni:

E' nato a Pennabilli il 9 aprile 1920. Frequenta la facoltà di lettere della Sapienza di Roma. I suoi studi sono interrotti dalla guerra: nel '44 si unisce ad alcune formazioni della Resistenza, che operano nell'Appennino tosco-emiliano e nell'Alta Valmarecchia. Subito dopo termina gli studi ad Urbino, dove si laurea con il massimo dei voti. Nel 1944/45 è nominato assistente volontario, successivamente assistente ordinario e incaricato di vari insegnamenti: letteratura italiana del Novecento, filologia romanza, storia della lingua italiana, linguistica generale, semiotica letteraria. Con Carlo Bo, Arturo Massolo e Leone Traverso partecipa al lavoro di consolidamento dell'università urbinate.
Alla fine degli anni Sessanta segua a Parigi presso l'Ecole des Hautes Etudes i seminari di Emile Benveniste, Algirdas Julien Greimas e Roland Barthes; fonda nel 1970 a Urbino con Carlo Bo e Paolo Fabbri il Centro internazionale di semiotica e linguistica e dà vita a seminari e convegni internazionali per gli addetti ai lavori di tutto il mondo. Ha pubblicato, tra gli altri, saggi di semiotica poetica ('I proverbi di Villon', 1971; 'Ungaretti, la voce e la scrittura', 1981), saggi di narratologia ('Le maschere e il racconto', 1980; 'Edipo, l'enigma e il romanzo', 1986), di semiotica della cultura ('La voce e la scrittura', Urbino 1986), di analisi del discorso ('Preliminari all'analisi del discorso politico, 1987), di semiotica non verbale ('Geste et langage: perspectives sémiotiques', 1991; 'Figure del silenzio', 1999). E' stato coeditore degli atti dei convegni internazionali: 'L'analisi del mito (Roma, 1982), 'Oralità: cultura, letteratura, discorso (Roma, 1985).
E' direttore della collana 'Documenti di lavoro e pre-pubblicazioni' del Centro (piazza Rinascimento 7, Urbino), finora 272 fascicoli a diffusione internazionale, poi della rivista 'Luoghi comuni' e della collana 'Scritture' (QuattroVenti).


(di Gastone Mosci, da 'Il nuovo amico', settimanale della Diocesi di Pesaro, 9 luglio 2000)



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