Sabato 10 febbraio 2001 il Corriere della sera ha dedicato la rubrica 'Il libro del giorno' al volume 'Viaggi vagabondi' di Tonino Guerra. La firma della recensione (di cui riportiamo alcuni passi) è del critico Giulio Nascimbeni.
'Adesso vivo a Pennabilli, un vecchio paese del Montefeltro', scrive Tonino Guerra ... Si suppone che le pagine di Viaggi Vagabondi siano nate qui, dove le foglie secche 'piovono a terra come se fossero uccelli' e d'inverno il cielo 'si mette a grattugiare la neve'. Allora si resta chiusi in casa, tra gli oggetti che sono obbligati a tenerci compagnia e mettono sottosopra la memoria ... Guerra ha prima di tutto un'immaginazione poetica. I viaggi che racconta sono occasioni ininterrotte di merafore: un grande albero 'tiene tra le braccia tutta l'aria del cortile', i passi 'camminano sul silenzio', i monumenti somigliano 'a nevicate di marmo bianco', nei vecchi muri 'si nasconde il tempo, secoli e secoli rannicchiati'. Le mete dei viaggi di Guerra sono varie, si spingono a Roma, in altre parti d'Italia, nell'immensa Russia, in Oriente, a Parigi, a Londra, a New York, ma l'Itaca dei ritorni adesso è Pennabilli, dove i viaggi diventano parole, ricordi, messaggi di luce, angoli d'ombra, diario, racconto, con tutti gli infiniti incantesimi della distanza, 'ora che tante cose dentro la memoria si sono coperte di nebbia'. I capitoli del libro sono 43, l'edizione è pregiata (Ed. Il Girasole, Valverde di Catania). Si vorrebbe tentare almeno il riassunto di un brano, ma la prosa di Guerra è come le scaglie colorate che stanno nel caleidoscopio: basta il movimento del passaggio da una riga all'altra per cambiare il disegno e far entrare il lettore in un mutevole sogno o in una mutevole nostalgia. Inoltre, Guerra ci insegna che l'avventura può avere come scena anche un semplice sentiero vicino a casa. Così il mondo di Pennabilli, per usare un'immagine leopardiana, diventa 'interminato spazio'.
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