Si conclude il ciclo di mostre 'Venti artisti a Sassocorvaro'
un progetto di Dino Gavina sull'arte contemporanea
Quarta esposizione dall'8 settembre al 27 ottobre 2001



Nell'ambito territoriale della Regione Marche, il centro di Sassocorvaro, situato nell'affascinante terra del Montefeltro, si pone in particolare evidenza sia dal punto di vista naturalistico che da quello storico-artistico. Si segnala infatti, oltre che per la bellezza del paesaggio che ne costituisce la cornice, per il fatto di ospitare uno dei capolavori dell'arte fortificatoria rinascimentale: la splendida Rocca Ubaldinesca, ideata da Francesco di Giorgio Martini.
La storia recente della Rocca, poi, si lega a uno degli eventi più importanti e stupefacenti che abbiano segnato la cultura italiana del Novecento : il salvataggio e il ricovero, all'interno di quelle mura, durante il secondo conflitto mondiale, di circa 10.000 opere d'arte provenienti dai principali musei italiani (tra cui "La Tempesta" di Giorgione, la Pala di Brera e la "Flagellazione del Cristo" di Piero della Francesca, "Lo sposalizio della Vergine" di Raffaello) grazie all'iniziativa, ardita e meritoria, dell'allora Soprintendente alle Gallerie delle Marche, Pasquale Rotondi.
In ricordo di quest'impresa è stato istituito il prestigioso "Premio Rotondi ai salvatori dell'arte", assegnato ogni anno da una qualificata giuria a coloro che, in Italia, in Europa e nel Mondo si siano distinti nell'"arte di salvare l'arte". Tutto questo - la Rocca con la sua storia insieme all'attualissima e vivace presenza del "Premio Rotondi" - fa di Sassocorvaro uno dei luoghi-simbolo dell'arte italiana, e dell'arte in genere, e lo rende particolarmente adatto a ospitare esposizioni artistiche.
Proprio per dare continuità e attualità a una tradizione che vede intrecciarsi strettamente la storia di Sassocorvaro con quella del patrimonio delle arti visive, l'Amministrazione Comunale ha deciso di dare vita a una serie di iniziative riguardanti l'arte contemporanea. La prima di tali iniziative consiste nella realizzazione del progetto "Venti artisti a Sassocorvaro", ideato da Dino Gavina, figura di grande rilievo nell'ambito del design e dell'arte contemporanea. Il progetto comprende quattro mostre, a cura di Silvia Pegoraro, due delle quali si sono tenute nell'estate 2000, mentre le altre due avranno luogo tra luglio e ottobre di quest'anno.
Le mostre sono documentate da un catalogo unico, edito dal Comune di Sassocorvaro (grazie a una sponsorizzazione della FONDAZIONE SELCI), disponibile a partire dal 1° luglio 2000, giorno d'inaugurazione della prima mostra.
Oltre ai testi di presentazione di ogni artista redatti dalla curatrice, è presente un'antologia di saggi di alcuni fra i più bei nomi della critica italiana contemporanea: Argan, Battisti, Bonito Oliva, Celant, Dorfles, Testori, Trini, Vergine e molti altri. La parte introduttiva del catalogo è invece dedicata a un ricordo dell'impresa di Pasquale Rotondi, documentata da alcune bellissime foto e da un testo dello stesso Rotondi, in cui il Soprintendente illustra la sua iniziativa e le ragioni della sua scelta.
Il criterio adottato da Dino Gavina nell'invitare gli artisti partecipanti al progetto si è fondato sostanzialmente sull'individuazione - a parte pochissimi maestri indiscussi, come Bonalumi o Olivieri - di artisti, giovani e meno giovani, di grande valore ma di non grande notorietà, in quanto estranei ai meccanismi di mercato che governano il panorama dell'arte contemporanea, e "fuori dal giro" delle poche gallerie private che dettano legge in questo campo.

Nella quarta ed ultima mostra (8 settembre - 27 ottobre 2001), sono presenti opere di Roberto Almagno, Bruno Benuzzi, Andrea Boyer, Luigi Carboni e Lanfranco Radi.

ROBERTO ALMAGNO
Roberto Almagno, Baira, 1993-4, legno, cm. 178x167x105 Nato ad Aquino nel 1954, vive e lavora a Roma.Trascorre l'infanzia accanto al padre e al nonno, fabbri entrambi: l'antica fabbrilità è tuttora una delle cifre più riconoscibili della sua scultura.
Si forma all'Accademia di Belle Arti di Roma dove, soprattutto ispirato da Pericle Fazzini, inizia a lavorare su una nuova concezione dello spazio, carica di un'emotività incentrata sulla leggerezza e sulla tensione ascensionale, concetti fondamentali per le sue future ricerche.
A lungo studia la scultura oceanica e africana, e approfondisce la conoscenza della cultura orientale letteraria e filosofica, che rafforza la sua aspirazione all'essenzialità e alla sintesi.
Nei primi anni Ottanta fa la scelta di esprimersi attraverso un unico materiale: il legno, che lavora lungamente con la raspa e con il fuoco, levigandolo e incurvandolo fino a ottenerne delicatissimi segni-oggetto, forme eteree e vibranti di straordinaria musicalità.

BRUNO BENUZZI
Bruno Benuzzi, Materia Viva, 1991, tecnica mista su legno, cm. 67x91 Bruno Benuzzi è nato ad Argentiera (Sassari). Ha trascorso l'infanzia in Sardegna. Dal 1962 vive e lavora a Bologna. Ha fatto parte del gruppo dei "Nuovi Nuovi", sostenuto negli anni Ottanta dal critico Renato Barilli. Benuzzi, pur animato da uno slancio intensamente "romantico" per l'illimitato, l'indefinito, l'indeterminato, per la natura come infinito corpo avvolgente, di rado affida il significato ad una ineffabile, confusa emanazione.
Attraverso immagini iconicamente esatte, per quanto fiabesche, immagini che non disdegnano di far propria l'efficacia dell'iconografia popolare, questo artista sembra voler esprimere un'esperienza assoluta, e per ciò stesso mitica, dello spazio. Il tempo e la storia sembrano congelati in uno spazio in cui si coglie una coesistenza di "relativo" astrattismo e di "relativo" figurativismo, che è anche dialogo con le immagini "sublimi" del passato.


Anrea Boyer, Senza titolo, 1993, olio su tela, cm. 70x70
ANDREA BOYER
Andrea Boyer è nato nel 1956 a Milano, dove vive e lavora. La sua pittura - assai apprezzata da un grande critico-scrittore come Giovanni Testori - si situa sul crinale tra il visibile e il visionario, in uno spazio analogico, fatto di familiare e di ignoto. Di qui l'elemento unheimlich, perturbante, il fascino onirico del suo bianco/nero, carico d'ombre. Il visibile che qui ci è offerto è quanto mai fantasmatico e quanto mai concreto : tale da convincerci della propria realtà con la forza di una penetrante retorica onirica.



Luigi Carboni, Il giardino d'oro, 2000, acrilico su tela, cm. 250x200
LUIGI CARBONI
Luigi Carboni è nato a Pesaro nel 1957. Qui vive e lavora. Carboni riprende il discorso postmoderno sul valore della decorazione, lo interpreta e lo rielabora in modo assolutamente originale, rendendolo più complesso, problematico, inquietante: conduce una ricerca sugli elementi decorativi come configurazioni, infinitamente mutevoli, della materia e della sua pelle, come dis-trazioni dall'insostenibile nudità della forma.
L'artista trasfigura e "allucina" la forma stessa, attraverso le fibrillazioni, le imperfezioni e le ombre della materia, in un magistrale intreccio di pieni e di vuoti che può suscitare profonde emozioni tattili e visive.



LANFRANCO RADI
Lanfranco Radi è nato nel 1932 a Foligno, dove vive e lavora nel campo dell'architettura e del design. Dopo gli studi scientifici si forma alla Facoltà di Architettura di Firenze.Agli inizi degli anni '60, il felice incontro con Dino Gavina gli permette di avvicinare i grandi artisti che frequentano la fabbrica di Gavina a Foligno: Scarpa, Fontana, Colla, Capogrossi, Marotta.
Lanfranco Radi, Buio, 1979, tempera su tela, cm. 90x66,5 Le conoscenze acquisite in tanti anni di attività e l'amore per il dettaglio trasmessogli da Gavina e da Scarpa, lo portano a pubblicare nel 1997, con il figlio Lorenzo, Foligno in particolare, elementi tipologici dell'edificazione storica: il volume costituisce oggi un riferimento fondamentale per la ricostruzione del dopoterremoto.
La pittura rappresenta per lui, da quasi trent'anni, un'attività importante, per quanto tenuta nell'ombra: l'opera pittorica di Lanfranco Radi viene infatti esposta al pubblico per la prima volta qui a Sassocorvaro. Radi ordisce raffinatissime textures pittoriche oscillando tra il visibile e l'invisibile, tra il dato della natura e la sua trasfigurazione mentale e immaginativa. Dal visibile naturale si passa così alla raffigurazione pittorica di un invisibile che altro non è se non la febbrile energia che anima la natura stessa, la danza dei suoi pulviscoli cellulari, che si sottrae alle leggi di schematizzazione e classificazione. Uno Spazio Assoluto che si accende di forme e di eventi cromatici, minimali e intriganti, musicali e sottilmente evocativi.

Per informazioni:
Comune di Sassocorvaro
Ufficio Cultura Tel. 0722 76154 fax 0722769258

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