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INCONTRO SUL TEMA

DOMENICA 13 FEBBRAIO 2000
| Ore 9 Visita alla reliquia del Santo Martire Valentino nella chiesa della SS.Trinità |
Ore
10,30 AUDITORIUM COMUNALE S.Messa ' Con la partecipazione della Corale Sassocorvaro 'Montefeltro |
Ore
12,15 DOTT. PIER DAMIANO MANDELLI Il culto a Sassocorvaro di S. Valentino Protettore degli innamorati |
| Ore
11,30 SALUTO DEL
SINDACO MONS. DON CORRADO LEONARDI Presentazione della ricerca storica sulla reliquia di s.Valentino Martire conservata nella chiesa della della SS.Trinità a Sassocorvaro |
Ore
12,30 CONCLUSIONI DON ANDREA GREGORI Parroco Arciprete di Sassocorvaro ORIANO GIACOMI Presidente Comunità Montana Montefeltro
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LA STORIA DELLA RELIQUIA
Nel 1722 da parte dell'Abate D.Gaspare Fabrini, su licenza del Vescovo di Urbania Castelli, fu eretto e fondato l'Oratorio della SS Trinità, entro la terra Di Sassocorvaro, Diocesi di Urbania, Da un inventario notarile conservato in forma autentica nella curia vescovile di Urbania, del 1727 si rileva la dote di reliquie in possesso dell'oratorio tra cui il corpo di S.Valentino Martire, (cranio ed altre ossa) con sua autentica.E' bene dare qualche notizia
sui nomi e luoghi citati nell'autentica:
1)Pietro Lamberto Ledrou,
nato nel 1641 in Belgio, è nominato Sacrista Pontificio il 31 maggio 1692, consacrato a
Roma Vescovo Assistente al Soglio Pontificio dal Cardinale Fabio Spada lo stesso giorno è
nominato vescovo titolare della chiesa Porfiriense il 31 giugno 1692. Mori il 6 maggio
1721.
2)Cimitero di S.Calepodio: è una delle principali catacombe romane
al terzo miglio della via Aurelia, un cimitero storico, ben documentato, oggetto di
ricerche durante il fervore archeologico sostenuto da S.Filippo Neri e trasmesso al suo
amico Antonio Bosio, che esplorò per più di trenta anni le catacombe, studiando tutto
con metodo scientifico e mettendo in raffronto una grande quantità di documenti,
pubblicando nel 1632 la sua opera postuma "Roma sotterranea".
CONCLUSIONE
Siamo certi che
dal sec. XVIII quel Corpo (teschio e ossa) ritrovato da esperti archeologi e raccolto nel
sacrario vaticano, affidato e vigilato da personalità degne di fede, fu riposto nel 1696
in una cassetta sigillata e autenticata dal vescovo agostiniano Pietro Alberto Ledrou,
giunta nelle mani di Giovanni Battista Fabbri di Sassocorvaro nel 1726, aperta e recognita
da un altro prelato diocesano, il vicario apostolico Eustachio Carotti nel 1747.
Quello che le varie "passioni e "atti" raccontano
applicabili a Valentino prete martire in Roma, o a Valentino martire temano in Roma, può
essere applicato senza difficoltà alcuna al Martire Valentino, il cui corpo è venerato
nella chiesetta della SS. Trinità di Sassocorvaro, che è sorta proprio per
"promuovere la gloria di Dio e la venerazione di quel santo Martire: "ad Dei
gloriam et dicti Sancti venerationem". Culto che ha avuto luogo ininterrottamente
nell'oratorio di Sassocorvaro dal 1726 ai giorni nostri, sotto la disciplina ecclesiastica
continua e diremmo puntigliosa dei Vescovi di Urbania: Castelli (1714-1736), Fabbretti
(1736-1747), Baiardi (1774-1776), Pergolini (1777-1779), Agostini Zamperoli (1779-1812),
Leonini (1816-1822), Tassinari (1824-1832). Parigini (1833-1848), Boscarini-Gatti
(1849.-1872), Majolo (1872-1893), Baldassarri (1894-1901), Valbonesi (1902-1906), Baccini
(1908-1935), Capobianco (1935-1965), Bianchi (1977-1999). Ogni Vescovo citato ha promosso
il culto di San Valentino Martire, ne ha visitato l'Oratorio, ha controllato
l'autenticità delle Reliquie, ha accolto i devoti del Santo protettore degli innamorati.
Anzi hanno voluto assieme al clero della chiesa che è in
Sassocorvaro, che il 14 febbraio festa del Santo, si festeggiasse, sotto la di lui
protezione, la "FESTA DEGLI INNAMORATI".
In un modo molto semplice e schiettamente cristiano, vanno i
fidanzati nell'Oratorio a rendere omaggio al "Corpo del Santo", partecipano ai
riti liturgici della Messa e della speciale Benedizione, dopo di che si recano nella casa
parrocchiale per un rinfresco, dove viene offerto loro un dolce a forma di cuore. Così
Valentino, che miracolava gli ammalati e in nome di Cristo, secondo la leggenda popolare,
dava la dote alle povere fanciulle per sposarsi, continua nel mondo a compiere la sua
missione di amore e di pace tra la gioventù.